il mio albero da “bosco sacro”

ho sovrapposto le tue radici pescose d’acqua
al parto di una idea, un cespuglio di sole
che mi consola del muschio
le ho abbracciate, fogliame di frontiera
tra quadratini di cielo e
in quella aureola imperfetta sono stata vento
il contatto, l’imprevedibile frescura
dei pensieri quando si srotolano all’ombra lievi
il fiato si fa lento e muove fili d’erba

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