nel precipizio della specie

il silenzio anticipa
il mormorio del corpo
l’indistinto estraneo
resiste alla parvenza d’esser solo un rumore confuso
un’esistenza che si anima
nel sonno

*

passando oltre tutto si compie
sopravvengono le nubi
a formare la sera
una fuliggine dentro la pupilla
un movimento inusitato sopra le cose
che costringe a colmare l’inquietudine oscura
dentro aiuole fiorite
lì dove l’anima si desta niente
davvero muore.

*

la nudità è stare appesi
all’umanità che rischia di cadere
la fede è questo salto
nel precipizio della specie

*

nel gioco dei nomi divini
il buio prelude a una scelta
in bilico tra l’amore e una via muta
dove si sta immemori della luce
perché di questa impossibilità
io trovi la traccia il divenire

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