il linguaggio del profondo. mandala

(l’albero della vita – klimt)

Sono stata da sempre affascinata dalle tradizioni dei popoli più antichi della terra. Le diverse usanze, le religioni, l’organizzazione sociale e soprattutto i simboli, i miti le leggende, appaiono come accessi privilegiati che sanno dell’epopea dell’Uomo. Ci dicono delle battaglie, le sconfitte e le vittorie , l’ascesa e la decadenza e della Missione, quella di proteggere e tramandare la Conoscenza e lo splendore per le generazioni future.

Mandala
Da alcuni anni, nella mia pittura appaiono forme, simboli, ideogrammi, figure geometriche e, in particolare, il Mandala.


(uno dei miei primi: mandala del sorriso, 2008)

La parola Mandala è di origine sanscrita e viene spesso tradotta con cerchio, circonferenza e anche centro. E’ composta di due parti: manda che vuol dire essenza e la che può essere tradotta come contenitore, quindi contenitore dell’essenza.

Mi piace molto questa traduzione perché racchiude il significato più profondo della geometria del Mandala.

Quando cominciai a disegnare Mandala mi accorsi da subito che esercitavano su di me non solo un fascino culturale, pittorico, ma aumentavano la mia sensibilità percettiva e la concentrazione. A questo punto continuai la ricerca per comprendere appieno il suo significato.

I Mandala rappresentano l’idea della perfezione in quanto il cerchio, con cui viene raffigurato molto spesso, rispecchia una struttura di unicità: il principio del centro.Il centro rappresenta la potenzialità eterna, la sorgente dalla quale ogni cosa ha origine. Dove convivono il macro e il microcosmo, lo spazio e il tempo. Il centro è l’adesso, cioè la piena consapevolezza. Il cerchio non ha inizio e non ha fine, rappresenta il sole, la luna, la terra, la divinità. La successione delle stagioni, la ruota della vita, la nascita, la crescita, la morte.


(mandala del marocco)

Presso i nativi americani il cerchio rappresenta interamente il Grande Spirito e la vita per questo la base delle tenda è circolare, così gli accampamenti, il sedersi in cerchio. Per questo le danze più antiche erano circolari. E voi, ricordate il girotondo che si faceva dai bambini?


(mandala cherockee)

Il cerchio, secondo i buddisti significa anche illuminazione, l’uomo all’interno di un principio di trasformazione. Nel simbolo cinese yin- yang la perfezione è l’eterno alternarsi dei due principi in movimento.
Ecco, entrare dentro un simbolo è davvero una esperienza che porta a comprendere il significato delle cose. Secondo Mircea Eliade, famoso storico delle religioni ”… l’uomo che comprende un simbolo non soltanto apre sé stesso al mondo oggettivo, ma al tempo stesso riesce ad emergere dalla sua situazione personale e a raggiungere una comprensione universale… Grazie al simbolo, l’esperienza individuale è risvegliata e trasmutata in un arto spirituale”


(mandala celtico)

Carl Gustav Jung capì ben presto che il Mandala era parte dell’inconscio collettivo dell’umanità e , come “immagine interiore”, in grado di attuare un processo che chiamò di individuazione. “… è l’idea di un centro della personalità, di una sorta di punto centrale all’interno dell’anima, al quale tutto sia correlato, dal quale tutto sia ordinato e il quale sia al tempo stesso fonte di energia. L’energia del punto centrale si manifesta i un impulso a divenire ciò che si è: così come organismo è costretto , quali che siano le circostanze, ad assumere la forma caratteristica della propria natura….”


(sole. perù)

Quando iniziai a disegnare i Mandala, il primo processo individuato era legato alla capacità di concentrazione e al contempo di introspezione profonda. Man mano che procedevo nel lavoro notavo una maggiore chiarezza dentro di me e una sorta di rilassato benessere. Mi accorsi che potevo, formulando delle domande o pensando a dei problemi da risolvere, trovare le risposte giuste e questo mi dava una nuova carica di energia e di soddisfazione personale.
Ben presto imparai a decodificare oltre che il linguaggio del colore, il suo significato, anche quello delle forme disegnate, non necessariamente legate a simboli specifici e questo mi permise di scoprire altre chiavi di accesso a parti più profonde di me.

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17 risposte a il linguaggio del profondo. mandala

  1. ArtEC ha detto:

    Molto interessante. Ci spiegheresti il tuo programma: da quando hai iniziato fin’ora, per capire come ci si può avvicinare e come si può trarre giovamento dai mandala, e dai simboli in generale. Grazie.

  2. ciprea ha detto:

    Ho iniziato a studiare i mandala nel 2007 incuriosita dal fatto che fosse presente in parecchie civiltà molto diverse tra loro. Oltre ad essere un simbolo solare, aveva, in ogni caso, una così grande complessità di significati che decisi che il miglior modo di capire il suo significato stava proprio nel provare a disegnarlo, compiere quell’operazione. In quel periodo mi “capitò” tra le mani un libro molto interessante di Dahlke sul potere di guarigione del mandala che descriveva casi di persone “guarite” dal semplice atto di colorare un mandala e così decisi di provare.

    Quando disegniamo un cerchio, in quel momento esatto compiamo una operazione che potrei definire magica, in quanto tracciamo uno spazio sacro. Questo è un concetto molto importante, di cui si era accorto perfettamente Jung, perché uno spazio sacro è inviolabile e come tale diviene una rappresentazione di se stessi. (per altri popoli può essere l’avvicinarsi al divino, alla conoscenza, all’essere).
    Partendo dal centro o da dove si vuole, si comincia a disegnare in maniera libera ( io lo consiglio sempre) fino a che il mandala non ci sembra completo. In realtà, infatti, non servono necessariamente disegni geometrici e perfettamente simmetrici, come nei mandala classici, anche se questi ultimi hanno diverse proprietà tra cui, quella importante di “mettere ordine”, cioè di creare uno stato di concentrazione.
    Ogni mandala che si dipinge è una discesa nel profondo, una porta che si apre, bypassando la mente, la cultura, i condizionamenti.

  3. theallamente ha detto:

    interessante post, anch’io sono affascinata da tutto ciò che descrivi. Mi sembra però di ricordare che i monaci buddhisti distruggono i loro mandala disperdendoli nel vento per non creare attaccamento… cosa che noi non facciamo. Per fortuna. Sarebbe un vero peccato cancellare i tuoi dipinti… Quasi quasi mi cimento anch’io
    Un abbraccio

  4. ciprea ha detto:

    ogni cultura ha interpretato il mandala secondo la sua propria filosofia. Pr i buddisti la costruzione di un mandala è un processo di meditazione che porta alla coscienza, a stati di consapevolezza sempre crescenti e così come si è avviato il lavoro, alla fine c’è una bellissima cerimonia per spazzare via il mandala completato, affinché nulla rimanga se non il percorso fatto. Così non è per altri popoli che hanno usato i mandala come simboli di protezione e difesa e di guarigione, oltre che spirituale, anche fisica.

    mi sembra un’ottima idea quella di cimentarsi in questo ambito. un abbraccio cara.

  5. margotcroce ha detto:

    argomento interessantissimo MIrella, mi riservo una seconda lettura…
    i mandala hanno sempre affascinato anche me, c’è stato un periodo che li pubblicavo in continuazione e,non essendo brava pittrice, mi ricordo che acquistati un libro con dei disegni già predisposti da colorare o riprodurre.
    sul significato di questo simbolismo conto di ritornarci domani
    😉

  6. ciprea ha detto:

    Mia cara Margot, io credo che sia difficile non rimanere affascinati da questa incredibile figura. Secondo il libro di Dahlke “Lo straordinario potere dei mandala” solo colorare un mandala ha degli effetti positivi e addirittura curativi sulle persone. Partendo dal suo punto di vista e dalle sue conoscenze, pensai, quindi, che disegnare un mandala poteva fornire delle chiavi di lettura ancora più interessanti, in quanto le forme create al suo interno, essendo soggettive e personalissime potevano essere una sorta di chiave di accesso ulteriore a una consapevolezza maggiore di se stessi. I risultati, nel tempo, mi hanno dato ragione, il mandala è effettivamente uno strumento capace di indagare in profondità e portare alla luce la nostra vera essenza.

  7. margotcroce ha detto:

    l’accesso alla serenità interiore, ovvero il processo di indivudazione di cui hai accennato,Mirella, ha, in ogni emanazione,orientale la sua forma e la sua sostanza.
    il mandala aiuta la centratura attraverso la resa concreta delle proprie emanazioni personali ma la distruzione di esso che consegue tra i monaci buddisti, rappresenta la precarietà di questo equilibrio costruito oltre che l’effimero della materia.
    in questo mio momento personale, in cui l’ombra si è risvegliata con tutta la sua crudezza, questa precarietà mi sembra più che mai palese, e pensavo di aver acquisito basi solide e fondamentali.
    spero per me che sia uno squilibrio momentaneo

    • ciprea ha detto:

      sai Margot, penso che non si acquisiscano mai del tutto basi solide su cui fondare il proprio equilibrio. se così fosse probabilmente non avremmo la possibilità di reinventarci, di rimettere ogni cosa in discussione. penso che ogni atto di creazione è una rivoluzione del precedente, è un passo nuovo, mai fatto prima

      • carla ha detto:

        sono pienamente d’accordo con te, e questa cosa del cerchio, perchè preferisco chiamarlo semplicemente cerchio, è qualcosa che ha interessato anche antichi filosofi, (il Giambattista Vico mio caro amico:-) e antichi navigatori…(Cristoforo Colombo).
        il cerchio è quella magica biglia che ci ha tenuto in grembo, fin dai primordi del mondo, per poi farci girare…(la vita, in fondo, è un giro tondo).
        ti abbraccio forte!

      • margotcroce ha detto:

        così dovrebbe essere Mirella, ciò nonostante credo che una certa sabilità di base sia necessaria per non cadere preda della nebbia dello spleen ed esserene divorati.
        attraverso questa base possiamo ancorarci alla terra e vivere, allo stesso tempo, il cambiamento

  8. parolesenzasuono ha detto:

    anche io, da sempre, sono appassionato di simbolismo e ritualismi delle tradizioni più varie

    come te amo molto i mandala, sotto troverai un post al riguardo ed alcune foto di quello che ho in casa (le foto non rendono, dal vivo è molto più bello…)

    http://parolesenzasuono.wordpress.com/2010/09/30/kalachakra-yantra/

    • ciprea ha detto:

      sono bellissimi e posso immaginare i colori che dal vivo saranno spettacolari e renderanno i tuoi mandala ancora più affascinanti. grazie del tuo contributo.

  9. carla ha detto:

    dimenticavo, io ne ho uno azteco…lo fotograferò per te, mia cara!
    buona serata

    • ciprea ha detto:

      grazie Carla, sono curiosa di vederlo, io possiedo un medaglione che rappresenta il famoso calendario azteco, me l’hanno regalato quando ero una bambina, ma ricordo di essermene innamorato da subito
      buona serata a te

  10. carla ha detto:

    Ho aggiunto il Mandala 🙂
    un caro abbraccio
    c.

  11. Pina ha detto:

    Ciao, mi chiamo Pina, insegno in una scuola primaria e con i bambini della mia classe stiamo lavorando sui Mandala. Vorrei trovare delle citazioni o poesie sulla loro bellezza, sul loro significato ….da affidare ad ogni bambino. Potresti dirmi dove trovarli. Grazie

    • ciprea ha detto:

      Ciao Pina, francamente non conosco poesie sui Mandala. Io ho lavorato con i bambini e loro sono in grado di scrivere delle cose bellissime colorando i Mandala. Provaci. Ti stupiranno. Buon lavoro.

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