le volte che sono ruscello

le volte che sono ruscello m’ incaglio
dove inizia il cielo
ed è come essere radice capovolta

se questo sacro che umetta le labbra
ritorna sotto la pioggia a viso scoperto
in segni di lingue sconosciute
quando nient’altro conta
se non l’appartenenza ad ogni cosa

per distinguerle ad una ad una
sarò tutte le donne che sono stata adesso
e in altre vite

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7 risposte a le volte che sono ruscello

  1. carla ha detto:

    è bene anche essere pietra, a volte…
    la mutazione dell’acqua insegna
    l’appartenenza che sfugge
    e che modella.

    ciao mia cara 🙂

  2. massimobotturi ha detto:

    tutte le donne per un’anima sola, grande

  3. elis19mr ha detto:

    :-))

  4. theallamente ha detto:

    acqua mutevole e traformatrice
    di ogni te stessa canto (ascolto scrosciare e scorrere poesia)
    Meraviglia!
    Un abbraccio

  5. domenica luise ha detto:

    E le “lingue sconosciute” sono “l’appartenenza a ogni cosa”: tutta la natura e anche il cosmo sono contenuti nell’anima umana come in una culla e noi siamo tutta la storia passata, presente e perfino futura nel nostro tepore così breve e unico, personale, insostituibile. Belle le tue poesie.

    • ciprea ha detto:

      è vero, tutte le lingue sconosciute sono presenti in noi, se solo riuscissimo ad averne una consapevolezza tale da guarirci… pensa che miracolo d’amore sarebbe il mondo!

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