ti direi

ti direi che il cielo migra

sugli scuri quando smettiamo

l’esercizio delle parole, le consuetudini

distratte appoggiate ai muri. preferisco

scriverti di bocche ai bordi delle tazze

di seni fioriti, rossi gerani

alle tue mani d_estate. piccoli dettagli

ritrovati – come per caso – sotto la voce

“amore”

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14 risposte a ti direi

  1. carla ha detto:

    connubio estatico di poesia e arte, irresistibile…

  2. massimo botturi ha detto:

    piccoli, ma fondamentali, dettagli

  3. ciprea ha detto:

    a volte imprenscindibili… ma occorre adeguata cura e inguaribile ottimismo

  4. theallamente ha detto:

    meraviglia, contemplare l’amore dalla stessa finestra

    hai scritto una cosa d’incomparabile tenerezza, bella bella

  5. ciprea ha detto:

    un esercizio è guardare dalla stessa finestra… grazie, cara

  6. Paolo ha detto:

    bella poesia intimistica. “il cielo migra” e l’infinito si espande. Saluti, Paolo

  7. 00chicca00 ha detto:

    “scriverti di bocche ai bordi delle tazze”
    ecco questo verso anche da solo sarebbe poesia compiuta
    il dettaglio in amore è la vita stessa di un amore
    è quello che fa la differenza da quelle consuetudini distratte
    sono pennellate forti, spesse che narrano in immagini fatte parole
    bella bella

  8. doradip ha detto:

    Il silenzio chiude la bocca della casa. bello, quindi, il germogliare. per sottili impronte d_estate. Ché si ritrovi il senso amorevole, amoroso.

  9. poemonapage ha detto:

    magica…

    Un bacio,
    Paola

  10. parolesenzasuono ha detto:

    le tue parole mi fanno venire in mente che sia stupore che stupidità hanno alla base la stessa etimologia…stuporem…

    ci devo fare un post…

  11. ciprea ha detto:

    in effetti, hanno la stessa etimologia, in quanto lo stupore crea quello stato d’animo di meraviglia, di incantamento, che a molti sembra appartenere a una persona sciocca, a uno stupido, insomma.
    a me piace pensare che lo stupore sia quell’immenso portale che apre alla magia della vita, alla bellezza del mondo, agli altri, che pur nella loro diversità, hanno una matrice divina comune che si chiama innocenza e che da tanti viene scambiata per mancanza di intelligenza. così, parafrasando Forrest Gump, preferisco dire che “stupido è chi lo stupido fa” e benedire chi di stupore e innocenza è privilegiato.

    sarei curiosa di leggere il tuo post in proposito…

    e grazie del tuo passaggio!

  12. Elisabetta ha detto:

    Son qui, a confermare la qualità della tua poesia, che a me piace particolarmente perché condensa e taglia i rami morti e lascia alla parola- gemma il compito di trasferire emozioni.
    Come questa.

  13. ciprea ha detto:

    Grazie cara Elisabetta, per le tue parole generose e di essere qui.

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